Forza, al lavoro 

― 5 Settembre 2024

Minori stranieri non accompagnati a scuola di cucina 

Una volta era normale iniziare a lavorare poco più che bambini, magari fumare, a dieci, dodici anni affacciarsi alla società adulta. Una volta era normale fermarsi alla terza elementare, sentirsi predestinati in una società immobile. Una volta era normale migrare, attribuendo alla destinazione nel complesso della sua realtà significati di riscatto e benessere, per se stessi e per la famiglia rimasta in patria a nutrire speranze di futuro per i giovani lontani da casa, ma anche attese (anche pressanti) di un loro contributo.

Per loro, ragazze e ragazzi trapiantati a migliaia di chilometri, non c’era differenza tra intraprendenza e sopravvivenza, come nella favola della rana nel secchio di latte. Oggi si chiamano minori stranieri non accompagnati quelli che più o meno spontaneamente, poco più che bambini, lasciano la loro casa per seguire le tracce di un possibile benessere, affrontando un viaggio cui è impossibile prepararsi, ma solo – eventualmente – sopravvivere: la sete, la fame, la fatica, gli elementi della natura, la paura, la soppressione della dignità, la morte dei compagni di viaggio. 

I dieci ragazzi che durante l’estate hanno frequentato al CFP Nazareno un corso professionalizzante basato sulla qualifica di operatore della ristorazione non sono certo i primi ad essere partecipi di queste esperienze drammatiche quali la migrazione e la clandestinità, proprie da sempre dell’essere umano. Le narrazioni dell’esperienza del viaggio sono simili a quelle dei tanti giovani migranti che nella storia del CFP hanno abitato le aule e i laboratori della scuola.

Ciò che di novità può esserci risiede nello sguardo accogliente di noi che riceviamo la visita di queste persone: uno sguardo educato, cioè maturo, sensibile, esperto, critico, intelligente. Potendo giovare della lezione della storia, la coscienza politica e collettiva che li accoglie può immaginarsi un percorso di cittadinanza che protegga i minori nel momento di massima vulnerabilità dai tentativi di adescamento – che sono all’ordine del giorno – da parte della criminalità organizzata e che promuova con intenzionalità il loro inserimento in una dimensione europea di diritto, libertà e partecipazione.

Il Nazareno di Carpi ha sviluppato queste finalità durante il corso di 180 ore attraverso formazione linguistica (curata dalla cooperativa Il Mantello) e professionale: il settore della ristorazione può essere una scuola di vita per questi giovani e può dare accesso ad occasioni di riscatto umano e sociale. Siamo nell’egida della potenzialità poiché tanto fanno i maestri e successivamente i datori di lavoro. Tanto fanno gli adulti per rendere i giovani protagonisti del futuro. Fanno tanto? Stiamo facendo abbastanza per custodire e sviluppare il benessere di cui siamo partecipi? Riconosciamo che questi giovani in transizione sono parte di un “noi” attuale, di fatto? Chi certamente risponde in modo affermativo a questa domanda sono i servizi territoriali e le comunità che si fanno carico della presenza di questi ragazzi.

I dieci ragazzi, infatti, si riferiscono ai servizi di Modena e dell’Unione delle Terre d’Argine e vivono in due comunità della cooperativa Caleidos: l’equipe degli educatori e quella dei formatori hanno lavorato in sinergia a partire dalla selezione degli allievi, fino alla gestione degli aspetti più quotidiani con un obiettivo comune: orientare al futuro. Una collaborazione ben riuscita che si concluderà con un supporto reciproco all’inserimento lavorativo: i partecipanti infatti sono in uscita dalle comunità e dovranno, appena maggiorenni, essere indipendenti.  

Il 16 settembre inizierà l’anno formativo che vede le nuove classi della scuola alberghiera al completo. Tra i nuovi allievi anche uno dei ragazzi che ha partecipato a questo corso estivo: essendo in possesso dei requisiti previsti, avrà la possibilità di frequentare il corso biennale. In partenza anche i corsi di specializzazione di sala e cucina che prepareranno trenta allieve e allievi a diventare da operatori a tecnici di settore. 

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